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VISITA AL SS. SACRAMENTO DELL’ALTARE

VISITA AL SS. SACRAMENTO DELL’ALTARE

Un po’ di Catechismo

Che cosa vi è nel Sacramento dell’altare? Nel Sacramento dell’altare vi è la SS. Eucarestia.

Che cosa è l’Eucarestia? L’Eucarestia è il Sacramento che sotto le apparenze del pane e del vino contiene realmente e sostanzialmente Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Nostro Signor Gesù Cristo.

Perché si dice che l’Eucarestia contiene veramente, realmente e sostanzialmente il Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo? Si dice che l’Eucarestia contiene veramente il Corpo e Sangue di Gesù Cristo, perché alcuni protestanti pretendevano che l’Eucarestia fosse nient’altro che il segno del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo. Invece il Concilio di Trento dichiarò che l’Eucarestia non è soltanto il segno, ma contiene veramente il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo. Si dice che l’Eucarestia contiene realmente il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo perché altri eretici, pur riconoscendo qualche cosa di più che un segno, non vedevano nell’Eucarestia altro che l’immagine della morte sanguinosa di Gesù sulla Croce. Il Concilio di Trento, contro costoro, dichiarò che l’Eucarestia non è una semplice figura della Passione del Salvatore, ma contiene realmente Gesù di nuovo immolato sopra gli altari. Si dice che l’Eucarestia contiene sostanzialmente il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo per escludere l’errore di quelli che nell’Eucarestia, pur riconoscendo qualche cosa di più che un segno ed una figura, non vedevano però in essa altro che una virtù comunicata, di lontano, dal Corpo e dal Sangue di Gesù glorioso nel Cielo. Il Concilio di Trento invece dichiarò che l’Eucarestia non è il puro ricettacolo d’una virtù emanante dall’umanità gloriosa del Salvatore: ma che essa contiene sostanzialmente Gesù medesimo Dio ed Uomo ad un tempo. Per conseguenza abbiamo nella SS.ma Eucarestia la Divinità di Gesù Cristo e l’Umanità sua: umanità composta di anima e di corpo ravvivata dal proprio Sangue, sicché le sue due nature, la divina e l’umana, sussistenti nell’unità della persona del Verbo, sono presenti in questo mistero.

Ma nell’Eucarestia ci sono anche le apparenze del pane e del vino: che cosa si intende per apparenze? Per specie o apparenze s’intende tutto ciò che cade sotto i sensi; come la figura, il colore, l’odore, il sapore del pane e del vino.

Quindi per capire meglio:

1. In ogni caso conviene distinguere due cose: la sostanza e le apparenze.

2. La sostanza, dalla voce latina significante «ciò che sta sotto», è quanto costituisce l’essenza stessa della cosa e sfugge perci ai nostri sensi. Le apparenze invece sono tutto ci che, essendo esteriore alla cosa, cade sotto i nostri sensi, e quindi si vede, si tocca, si misura, si gusta: in altri termini ci che fa «apparire» la sostanza.

3. In ogni corpo le apparenze sono altrettanto reali quanto reale è la sostanza. Ma mentre la sostanza non può tramutarsi senza che il corpo cessi di essere quello che era, le apparenze invece possono trasformarsi senza che il corpo cessi di essere sostanzialmente il medesimo. Così è, ad esempio, del nostro corpo che, dopo la nascita, è rimasto sostanzialmente lo stesso e identico corpo, sebbene le apparenze si siano notevolmente modificate.

4. Nel pane la sostanza è ciò che lo fa essere realmente pane e non un’altra cosa: le apparenze sono, specialmente nel pane eucaristico, il colore bianco, la figura rotonda, il sapore proprio del pane… E ciò che abbiamo detto del pane vale per il vino.

5. Nel mistero dell’Eucarestia ciò che è sostanza di pane e di vino cessa di esistere; e non rimane nient’altro che le apparenze del pane e del vino, senza la loro realtà. Viceversa la realtà del Nostro Signor Gesù Cristo si fa presente, mentre non si fanno presenti le specie o apparenze di Lui.

6. Inutile avvertire che questo grande mistero non si compie senza un grande miracolo. Sospendendo le leggi della natura, Dio fa in modo che le apparenze del pane e del vino, le quali non potrebbero naturalmente sussistere senza la loro sostanza, rimangano tuttavia mirabilmente conservate, quantunque la sostanza sia del tutto scomparsa.

7. Il miracolo per il quale il pane e il vino si convertono nel Corpo e nel Sangue di Gesù Cristo si chiama transustanziazione: perché come trasformazione vuol dire semplice cambiamento di forma, transustanziazione è invece tramutamento di tutta intera la sostanza.

8. Questo tramutamento (transustanziazione) avviene nella S. Messa in forza delle parole della consacrazione: quando il sacerdote parlando in nome di Gesù Cristo pronuncia sul pane: Questo è il mio corpo, e pronuncia sul Calice: Questo è il mio sangue.

Sotto le apparenze del pane c’è solo il Corpo di Gesù Cristo, e sotto quelle del vino c’è solo il suo Sangue? No, sotto le apparenze del pane c’è tutto Gesù Cristo, in Corpo, Sangue, Anima e Divinità; e così sotto quelle del vino.

Quando si rompe l’ostia in più parti, si rompe il Corpo di Gesù Cristo? Quando si rompe l’ostia in più parti, non si rompe il Corpo di Gesù Cristo, ma solamente le specie del pane; e il Corpo del Signore rimane intero in ciascuna parte.

Per quanto tempo Gesù rimane sotto le specie del pane e del vino?

Gesù Cristo rimane sotto le specie del pane e del vino fino a che queste sussistono. Quindi:

1. Conformemente alle Leggi di natura viene un istante nel quale il pane ed il vino cessano di essere pane e vino.

2. Nella Comunione ci succede assai presto. Non così per le Ostie non consumate che si conservano nel tabernacolo: in esse la reale presenza si prolunga per uno spazio più notevole di tempo.

3. Tuttavia per prevenire ogni corruzione possibile il sacerdote ha cura di rinnovare abbastanza frequentemente le «Sacre Specie».

Quali doveri abbiamo verso Gesù Cristo presente nell’Eucarestia? I doveri che abbiamo verso Gesù Cristo presente nell’Eucarestia sono principalmente tre: adorarLo, rispettare i luoghi dove risiede, e recarsi talora in Chiesa a fargli visita.

ATTI DEVOTI

Da farsi nella Visita al SS.mo Sacramento

Anima mia, ravviva la fede e la confidenza. Stai alla presenza della infinita maestà del tuo Dio, che per amor tuo un giorno scese dal cielo in terra a farsi uomo e volle morire su di una croce per salvarci, ed ora se ne sta nel Santissimo Sacramento,tutto amore per ascoltarti e concederti quelle grazie che tu gli domandi. Parlagli dunque e digli:

Affetti e preghiere

Atti da farsi in principio di ogni visita (di S. Alfonso)

Signore mio Gesù Cristo, che per l’amore che portate agli uomini, ve ne state notte e giorno in questo Sacramento, tutto pieno di pietà e d’amore, aspettando, chiamando e accogliendo tutti coloro che vengono a visitarvi, io vi credo presente nel Sacramento dell’altare, vi adoro dall’abisso del mio niente, e vi ringrazio di quante grazie mi avete fatte, specialmente di avermi donato voi stesso in questo Sacramento, di avermi data per avvocata la vostra santissima madre Maria e avermi chiamato a visitarvi in questa chiesa. Io saluto oggi il vostro amatissimo cuore e intendo salutarlo per tre fini: primo, in ringraziamento di questo gran dono;  secondo, per compensarvi di tutte le ingiurie, che avete ricevute da tutti i vostri nemici in questo Sacramento; terzo, intendo con questa visita, adorarvi in tutti i luoghi della terra, dove voi Sacramentato ve ne state meno riverito e più abbandonato.

Gesù mio, io vi amo con tutto il cuore. Mi pento di avere per il passato tante volte disgustata la vostra bontà infinita. Propongo con la grazia vostra di non offendervi più per l’avvenire; e al presente, miserabile qual sono, io mi consacro tutto a voi, vi dono e rinunzio a tutta la mia volontà, agli affetti, ai desideri e a tutte le cose mie. Da oggi in avanti fate voi di me e delle mie cose tutto quello che vi piace. Solo vi chiedo e voglio il vostro santo amore, la perseveranza finale e l’adempimento perfetto della vostra volontà.

Vi raccomando le anime del purgatorio, specialmente le più devote al Santissimo Sacramento e a Maria SS. Vi raccomando ancora i poveri peccatori. Unisco infine, Salvatore mio caro,tutti gli affetti miei con gli affetti del vostro amorosissimo cuore e così uniti li offro al vostro Eterno Padre, e lo prego in nome vostro, che per vostro amore li accetti e li esaudisca. Cosi sia.

(Ai fedeli che recitino la predetta preghiera devotamente dinanzi al Santissimo Sacramento è concessa : l’indulgenza di 5 anni; l’indulgenza plenaria se si recita giornalmente per un intero mese, alle consuete condizioni).

Preghiera di S.Tommaso d’Aquino

O Gesù che mi amate tanto, Dio nascosto, ma realmente presente su questo altare, ascoltatemi, vi imploro.

Che la vostra santa volontà sia la mia volontà, il mio desiderio, il mio amore! Concedetemi di cercarla, di trovarla, di compierla! Mostratemi il vostro cammino, indicatemi i vostri sentieri.Voi avete dei disegni su di me, ditemeli vi prego e concedetemi di seguirli, finché con la vostra grazia sia assicurata la salvezza della mia anima. Che indifferente a tutto ciò che passa, e non desiderando vedere che voi, io ami tutto ci che vi appartiene, ma soprattutto voi, mio Dio! Rendetemi amara ogni gioia che non venga da voi, impossibile ogni desiderio al di fuori di voi; piacevole ogni fatica fatta per voi, insopportabile ogni riposo che non sia in voi. Che la mia vita, o buon Gesù, non sia che un atto d’amore verso di voi. Così sia.

Altra preghiera

O Gesù, vero Dio e vero Uomo, qui presente nella SS.Eucarestia, umilmente prostrato dinanzi a Voi, vi adoro in unione di tutti i fedeli della terra e dei santi del cielo. Penetrato dalla più viva riconoscenza per tanto beneficio, io vi amo con tutto il cuore, o Gesù perfettissimo ed infinitamente amabile. Accordatemi la grazia di mai offendervi in alcun modo e dopo aver tratto profitto quaggiù dalla vostra presenza eucaristica, possa io un giorno godere con Maria della vostra eterna e beatissima presenza in cielo. (Ind. 3 anni, 1 v. al giorno).

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